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| Negli ultimi anni, i tour operator degli Stati Uniti, hanno organizzato una serie di viaggi per la borghesia afroamericana. Definiti roots travels (letteralmente viaggi alla ricerca delle proprie origini) vogliono riportare in Africa i discendenti degli schiavi in modo da permettergli, attraverso un viaggio nel tempo, di riappropriarsi delle proprie radici e di far riemergere quell'orgoglio "nero" che nasce dall'idea di avere degli antenati in grado di essere riusciti a sopravvivere all'esperienza atroce della tratta. A tale proposito nel Benin, precisamente a Ouidah, è stato realizzato un museo di storia che annovera tra gli argomenti principali la tratta degli schiavi. Purtroppo, pochi sembrano i riferimenti al dolore e molti di più sono quelli relativi ai re e alle loro corti. Le guide parlano con distacco dell'argomento, ripetendo spesse volte frasi imparate a memoria. Poco o nulla viene detto sulle cause, come se la ragione di stato avesse prevalso su ogni riflessione morale. Solo una frase afferma che forse qualche re si è arricchito da questi traffici. Solo ultimamente è stato eretto un ceppo del pentimento che invita i beninesi a riflettere su uno dei fatti più atroci della storia. Un altroluogo prediletto da chi affronta un viaggio alla ricerca delle proprie origine è il forte di El miro in Ghana. Qui venivano ammassati gli schiavi prima della loro partenza ed è qui che molti afroamericani tornano commossi identificando questa esperienza con l'appropriazione della loro identità. Paradossale è il fatto che mentre gli afroamericani fanno ritorno e leggono la storia in termini di una divisione tra neri e bianchi la stessa posizione non sembra essere assunta dai nativi. I locali hanno una loro concezione della tratta nella quale hanno visto la partenza dei loro connazionali senza però auspicarne un ritorno. Esemplificativo è il termine usato dagli africani per definire gli afroamericani. Vengono detti "obruni" termine che indica non solo i bianchi ma anche coloro che non provengono dall'Africa. Gli africani cercano le loro radici mentre gli abitanti non considerano nemmeno africani. |
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